La Salandra (Fratelli d’Italia): “Ad Atreju con una proposta a sostegno della nostra agricoltura”

Stefanetti (Fratelli d’Italia): “Si intitoli il Reparto Prevenzione Crimine di San Severo ai fratelli Luciani, vittime di mafia”
9 agosto 2018
Saccone (FdI): “Solidarietà al sindaco di Poggio Imperiale D’Aloiso. Chi tocca le istituzioni tocca tutti gli italiani”
17 settembre 2018

STORNARELLA – Dopo il faccia a faccia di giovedì col vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, a Trani, Fratelli d’Italia di Capitanata riparte da Stornarella, inaugurando la nuova stagione politica, preparando un’iniziativa legislativa a sostegno dell’agricoltura del Sud d’Italia.

Venerdì sera, il gruppo guidato dal coordinatore provinciale Giandonato La Salandra si è ritrovato nel Comune dei Reali Siti, in vista dell’appuntamento del prossimo weekend a Roma, per la XII edizione di Atreju, la manifestazione che partì nel 2006 come kermesse di Azione Giovani, diventando poi via via il simbolo di una generazione, quella di Giorgia Meloni, cresciuta a pane e politica. Dopo aver fatto visita ai dirigenti provinciali Gaetano Zaffarano (2 settembre) ed Ercole Costa (14), i coordinamenti provinciali nelle prossime settimane continueranno a girare la provincia, partendo dai Comuni impegnati nelle amministrative 2019.

“Saremo ad Atreju – fa sapere La Salandra – rappresentando la Capitanata non solo come comunità politica e militante, ma anche e soprattutto come rappresentanti di un territorio che attende risposte dai Palazzi romani. Presenteremo ad Atreju una proposta per una legge anti-caporalato che punti a sostenere gli agricoltori virtuosi ed i lavoratori delle aree depresse del Mezzogiorno d’Italia”.
Nella stesura del documento, Fratelli d’Italia ha contato sul contributo di idee dell’intero coordinamento provinciale, ma anche confrontandosi con Confagricoltura. “L’idea è quella di una premialità fiscale – spiega La Salandra – . Oltre ad arginare il caporalato, l’obiettivo è sostenere le aziende che puntano sulla geotipicità come risposta alla globalizzazione, e daremmo una mano concreta all’affermazione del «made in Sud»”.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *