Immigrati, Fdi: “L’accoltellamento all’Arena, simbolo del fallimento della sinistra”

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SAN SEVERO – «L’amministrazione Miglio tace sull’accoltellamento nella struttura “Arena”, emblema del fallimento della politica di integrazione della sinistra». Il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Fdi Foggia, commenta i tafferugli di domenica tra gli ospiti del centro e gli operatori della protezione civile.

IL SILENZIO DELL’AMMINISTRAZIONE | «Gravissimo il comportamento del sindaco Francesco Miglio – continua – che ha tenuto nascosto l’accaduto alla cittadinanza ed è intervenuto solo quando è apparsa la denuncia della collega Rosa Caposiena sui social. E anche in quel momento ha detto poco o nulla». Né la scelta di tacere è nuova per Miglio: sei mesi fa nella struttura “Arena” furono portati i 70 extracomunitari, senza che la cittadinanza né i suoi rappresentanti delle istituzioni fossero informati. «Il 23 febbraio scorso – ricorda Stefanetti – ci trovammo infatti di fronte ad un atto d’imperio di Regione, Prefettura e Comune che obbligarono i cittadini sanseveresi all’accoglienza forzata di quasi 300 immigrati extracomunitari, non di richiedenti asilo arrivati ieri l’altro su un barcone e scappati da una guerra, ma semplicemente di gente che lavorava i campi e viveva in Italia da diversi anni nel famigerato “gran ghetto”».

Da allora, la situazione procede nel degrado e nel silenzio: «A distanza di 6 mesi dall’arrivo di questi 300 immigrati continuiamo a non sapere nulla sulla questione – lamenta Stefanetti – , a non avere informazioni su quanti ne siano, chi siano, da quale Paese provengano. E possiamo testimoniare che in 6 mesi non siano stati coinvolti in alcun progetto di integrazione, ma solo lasciati a zonzo e alla noia nelle free wi-fi zones di San Severo».

LA PROPOSTA IGNORATA | Già il 16 marzo l’esponente consiliare di Fdi-An, col consigliere Dino Marino (Pd), presentò una proposta semplice: distribuire i 300 immigrati sull’intero territorio provinciale, non solo a San Severo, onde evitare problemi di sovraffollamento e di natura etnica al loro interno, così come quella di utilizzarli in lavori di pubblica utilità come la pulizia stradale, del verde, a titolo gratuito e in compensazione delle spese sostenute dalla comunità per l’accoglienza “forzata”. La proposta naturalmente è stata deliberatamente ignorata da Comune e Regione.

IL FALLIMENTO DELLA REGIONE | «Sgombrato il “gran ghetto” – fa sapere il coordinatore cittadino di Fdi, Gianluca Storelli – ne sono nati altri, e quelli esistenti si sono ampliati per ospitare gli sgombrati. I 300 trasportati nelle 2 strutture ricettive di San Severo, che costano alla comunità circa 10mila euro al giorno, sono stati abbandonati a se stessi e lasciati vagabondare per la città e le campagne. Questa non è integrazione, è deportazione. E questa non è solidarietà è parassitismo. Né Michele Emiliano, che qui è stato anche assessore alla Sicurezza con Miglio, può ignorare la situazione».

La Regione ed il Comune hanno fallito. Non hanno saputo gestire la situazione. «È mancata la capacità d’analisi e di programmazione – conclude il capogruppo Stefanetti – : in 6 mesi sono stati solo sperperati soldi pubblici per lavarsi la faccia sulla questione del “gran ghetto” e del “caporalato”, mentre restano le condizioni disumane di lavoro, restano i ghetti, aumentano le tasse dei contribuenti per tenere in piedi la pantomima».

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