Dissenso vietato, sennò ti denuncia. In tribunale sapremo se è sbagliato dire certe cose. O farle

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CERIGNOLA – Spiacevole che dal Palazzo non si accetti mai alcun tipo di confronto, né nel merito, né nei metodi. Anzi, annunciano denunce a destra e sinistra, quasi ad intimorire ogni fonte di dissenso.

Certo, dal 2015 un’opposizione vera non esiste. Almeno in Aula. Il sindaco ed i suoi possono dire e smentire qualsiasi cosa, continuamente ed incuranti dell’archivio perenne che resta nel web. Usano un linguaggio velenoso anche solo se annunciano il rifacimento della strada. Ma se qualcuno osa replicare, scatta la molla.

IL SENSO DELL’ISTITUZIONE | Atteggiamenti assai poco istituzionali da chi indossa una fascia tricolore in Comune, dimenticandosi però di rappresentare tutti. E ciò impone comportamenti e registro linguistico diversi. Come impone pure di non scatenare le continue gogne social, per chi getta immondizia mezz’ora prima dell’orario ordinato o per dipendenti Sia che non lavorerebbero a dovere. Un sindaco ha altri strumenti e non può ridursi tutto ad uno strisciato circo su Facebook, in cui si insulta chiunque.

TRA ROTATORIE E BOTTI | Viviamo in una città dove alcuni si accontentano di una rotatoria, ed altri maledicono di vivere lì dove la malavita si sta radicando giorno per giorno. E rispetto a questo avvertiamo il silenzio dell’istituzione, su altri temi chiassosa e prodiga. Ricorderemo quando il Prefetto inviò una interdittiva antimafia sulla prima gestione della Villa, ma il sindaco rivelò (tra un botto e un nastro), che la ditta assegnataria veniva sollevata dall’incarico per sua scelta “tecnica”. Invece, in quei termini inquietanti, aveva parlato la Prefettura. Così, fino all’abbandono di 800 tonnellate di rifiuti per 2 mesi all’interporto, con derubricazione dell’accaduto allo stato di “infrazione”: come quando passi col rosso. Come non sarebbe falso dire che dal 2015 c’è un comune denominatore tra chi spesso vince le gare ad un solo partecipante.

“ZITTI TUTTI, PARLO SOLO IO” | Di questi giorni, l’annuncio del risarcimento da 100mila euro da chiedere alla consigliera comunale Teresa Lapiccirella, che ha analizzato alcune carte. Come a dire agli altri: “attenti, chi si mette contro di me viene denunciato”. E agire con atto di Giunta è per ingabbiare tutti al suo volere.
Oggi, nuovo annuncio analogo. In sostanza, chi ha fatto dell’offesa una prassi, oggi matura d’improvviso sorprendente sensibilità se le parti si rovesciano.

Da destra a sinistra, prima d’ora nessuno s’era sognato di querelare le opposizioni, nell’esercizio anche extra-consiliare, delle proprie necessarie e democratiche funzioni. Sarà questo il “cambiamento”?

Non ci facciamo intimidire. Ci vediamo in tribunale? Ok, scopriremo se è sbagliato dire certe cose. O farle.

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